Direzione Didattica J.F.Kennedy di Torino


Cittadinanza e Costituzione – V D V E Kennedy – A.S. 2011 2012

               PROGETTO   “CITTADINANZA E COSTITUZIONE”

                                           A.S.2011- 2012

                                    SC. PRIMARIA    J. KENNEDY

                                CLASSI 5D- 5E   INS. MARINA CAPPA

  “QUADERNO DI COSTITUZIONE

IN COLLEGAMENTO CON LO STUDIO DELLE  REGIONI ITALIANE”

 

ART.  6

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche

 

 

 

Un giorno a Litala il Gran Consiglio decise che fosse indispensabile avere una cartina geografica dettagliata dell’isola.

Così chiamarono il miglior geografo litalano, tal Colombo Amerighi, e lo inviarono in esplorazione.

Egli era molto diligente nel suo lavoro e un giorno si accorse di un sentiero non segnato sulla cartina.

Lo seguì e arrivò in una valle bellissima e inesplorata.

Lì incontrò un litalano ma, salutandolo, si accorse che non parlava la sua lingua.

Infatti lui aveva detto:”Buongiorno!” e l’altro aveva risposto:”Noubonroig!”

Da allora gli abitanti di quell’incantevole valle furono chiamati Noubiani ( dalle prime lettere del saluto) e la valle venne denominata Noub.

Quando iniziò l’anno scolastico, i bambini noubiani andarono nelle scuole di Litala per imparare il Litalano.

Passò molto tempo e i bambini di quella valle dimenticarono la loro lingua.

Allora il loro capo disse al Gran Consiglio:”La nostra lingua ha una storia antica: i nonni dei nostri nonni e i loro nonni usarono questa lingua per elaborare grandi idee, recitare poesie e fare discorsi.

La nostra lingua è la nostra cultura.

Se muore la nostra lingua, è come se perdessimo la nostra identità.

Noi siamo sia Noubiani sia Litalani”.

Così ci pensarono e stabilirono che tutte le lingue e le culture, che fossero di tanti o di pochi, avrebbero dovuto essere rispettate e conservate.

 

                                                            E in Italia?

 

La lingua ufficiale dello Stato italiano è l’ITALIANO, che discende dal toscano letterario.

Ma in Italia ci sono delle MINORANZE LINGUISTICHE, tutelate proprio

dall’ART. 6.

Sono lingue minori, che ci vengono da lontane tradizioni, spesso radicate in aree piccole e grandi del Paese.

 

MINORANZE LINGUISTICHE TUTELATE

 

-ALBANESI:circa70.000 inItalia meridionale

-ALTOATESINI: (tedesco)300.000 inA.Adige

-CATALANI: sono18.000 inSardegna (Alghero)

-CROATI: 2.600 nel Molise

-FRANCOPROVENZALI:90.000 inValle d’Aosta, in provincia di Torino e di Foggia

-FRANCOFONI:20.000 inValle d’Aosta (francese)

-FRIULANI:500.000 inF. V. Giulia

-GRECI:20.000 inAspromonte e nel Salento

-LADINI:30.000 inprovincia di Bolzano, Trento, Belluno

-OCCITANI: 170.000 nelle valli di Cuneo (Po, Varaita, Maira, Grana, Gesso), di Torino (Chisone, Pellice, Susa), di Imperia e in Calabria a Guardia Piemontese

-SARDI:1.300.000 in Sardegna; si parla anche il TABARCHINO nel Sud della Sardegna per coloni provenienti dall’Africa

-SLOVENI:60.000 in provincia di Trieste, Gorizia, Udine

-WALSER: ci sono parlate walser a Domodossola e nel Piemonte del Nord/ Svizzera

-ROM e SINTI:130.000 persone non legate al territorio

 

 

ART.  7

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

 

 

 

 

 

 

A Litala il sig. Pino e la sig.na Maramilla decisero di sposarsi, ma il matrimonio religioso, cioè in chiesa, non era valido per il Comune, cioè non aveva effetti civili.

Così il Gran Consiglio decise di cambiare la Legge.

Da allora il matrimonio celebrato in chiesa fu valido anche per il sindaco.

 

                                                          E in Italia?

 

Nel 1860 i territori dello Stato pontificio (del Papa ) erano stati annessi ( uniti ) all’ Italia.

Dopo molti anni di disaccordi tra Stato e Chiesa, l’11-2-1929 furono firmati i Patti Lateranensi a Roma nel Palazzo di S. Giovanni in Laterano.

Furono stipulati dal cardinal Gasparri a nome di Papa Pio XI e da Mussolini per il re V. Emanuele III.

I Patti Lateranensi sancirono molte norme, tra cui:

-la religione cattolica come unica religione di Stato e suo insegnamento nelle scuole pubbliche;

-nascita della Città del Vaticano in cui il Papa è sovrano;

-indipendenza dello Stato e indipendenza della Chiesa;

-il matrimonio religioso è valido anche per il Comune;

-il clero è esente dal servizio militare.

 

                                   Il nuovo Concordato

 

Il 18-2-1984 a Roma, a villa Madama, è stato rinnovato il Concordato dal cardinal Casaroli a nome di Papa Giovanni Paolo II e da Craxi a nome del Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Si stabilì che:

-la religione cattolica non è più la sola religione dello Stato;

-l’IRC non è più obbligatorio, ma facoltativo, a richiesta.

 

 

ART.  11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli… promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte alla pace e alla giustizia.

 

 

 

 

Che cosa significa ripudiare la guerra e perché ?

 

E’ l’ART. più emozionante.

E’ stato scritto quando ancora era aperta la ferita dei tanti morti della Seconda Guerra Mondiale. Il nostro paese era un cumulo di macerie..

L’assemblea costituente ha detto basta.

Basta!

Non ci saranno più guerre.

Dobbiamo metterci insieme, unire le nazioni ( ONU), unire l’Europa (UE). E’ lì che si discute, attorno ai tavoli e non sui terreni di guerra.

La guerra è una barbarie e la nostra Costituzione usa una parola forte. Dice che la ripudia.

Per rispettare il ripudio della guerra, le armi possono essere solo una difesa per i nostri soldati e non possono essere usate per attaccare.

 

 

Noi abbiamo composto delle poesie per la partecipazione al Concorso

“DIRITTO AI  DIRITTI”  indetto dalla SMS “DANTE”.

Ecco le  poesie composte e scelte  dalle classi per essere  inviate alla Dante:

 

 

 

 

POESIA    VIVA LA PACE  RIPUDIA LA GUERRA

Le nazioni per i soldi lotteranno

ma i bambini in mezzo ci saranno

le armi in mano avranno

e la vita non vivranno.

 

Non potranno più giocare

né a scuola ad imparare

molte cose non posson fare

ma la speranza continua ad esultare.

 

L’urlo delle madri nel dolore

di questo mondo senza più colore

niente fucili niente pistole

solo frutti di pace e di amore.

 

I soldati la pace faranno

se il loro cuore useranno.

Anche se la guerra ci sarà

non vuol dire che la pace svanirà.

 

 

 

POESIA       Io   sogno

Sogno un mondo lontano

dove ci si prende per mano

per correre e per giocare,

…non per scappare.

 

Nel mio paese non esistono altalene,

né alberi: solo guerra e fame.

A scuola è difficile andare,

le mine son pronte a saltare.

 

Privati dello studio e del gioco,

sogniamo il calore di un fuoco.

Adesso vorremmo lottare,

la pace deve tornare.

 

“L’Italia ripudia la guerra!”

Così sia nella mia terra.

 

 

PASSATO: LA GUERRA

FUTURO: LA PACE

 

Ogni giorno un bambino ancora muore

perché un colpo di fucile gli trapassa il cuore.

 

Ma una bambina camminar  più non dovrà

se l’acqua da bere vorrà.

 

I  bambini non dovranno lavorare

perché hanno il diritto di giocare.

 

La 3^ Guerra Mondiale non arriverà

perché la pace il mondo unirà.

 

Istruzione e cibo tutto il mondo dovrà avere

e anche senza tecnologia si potrà provvedere.

 

Un giorno la guerra sarà un ricordo del vento

e le parole d’ordine, pace e rispetto, ogni momento.

 

Anche l’ambiente dovrà essere pulito

perché così vivrà all’infinito.

 

Abbiamo fatto errori in periodi passati,

ma adesso, adesso non saremo più tentati.

 

In futuro il mondo dovrà essere migliore

così veramente sarà pieno d’amore.

 

 

 

 

Dalla giuria del Concorso della DANTE sono state premiate 3 poesie:

“Diritti e doveri nel mondo”    1° PREMIO

“Quello che vorrei”                  2°PREMIO

“Io sogno”                                3° PREMIO

 

ART.  10

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità con i trattati internazionali.Non è ammassa l’estradizione dello straniero per reati politici.

 

 

L’ordinamento giuridico italianosi conforma alle norme del diritto internazionale. La condizione giuridica dello straniero

 

 

 

Tutte le nazioni devono rispettare i trattati inter nationes (latino), cioè internazionali per riconoscere i diritti degli stranieri e il diritto d’asilo.

Lo straniero,se non ha commesso reati, non può essere estradato per reati politici, cioè non può essere rinviato nel Paese d’origine dove sarebbe perseguitato dal dittatore.

Questo vale anche per l’ apolide (a-privativo/ polis-stato), cioè persona senza Stato, senza cittadinanza.

Il divieto di estradizione cade di fronte al delitto di genocidio, cioè strage o sterminio di un popolo o di un gruppo etnico.

 

 

 

 

 

 

                                         LA STRAGE DI CAPACI

 

Vogliamo concludere questo “QUADERNO DI COSTITUZIONE” ricordando due giudici antimafia che hanno dedicato la loro vita alla LEGALITA’.

Per questo sono stati uccisi in feroci attentati: il 23-5-1992, alle ore 17. 56’48’’ un’esplosione di tritolo sull’autostrada verso Palermo, a Capaci, uccideva Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e la scorta.

57 giorni dopo, veniva ucciso Paolo Borsellino.

 

Quest’anno, per il ventennale della strage di Capaci, la kermesse (evento solenne)

                      “Biennale per la Legalità-Biennale democrazia”

                                                  di Torino

                           è stata dedicata al ricordo dei due giudici.




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