Direzione Didattica J.F.Kennedy di Torino


Cittadinanza e Costituzione – Classe IV B Dewey – A.S. 2011 2012

LE SENTINELLE DELLA LEGALITA’

CLASSE IV B DIREZIONE DIDATTICA “J. KENNEDY” PLESSO “J.DEWEY”

Quest’anno abbiamo partecipato a “Teatrando”, un percorso progettuale e laboratoriale, proposto da ITER, che si conclude con  rassegna/festival proposta da ITER .

Il tema di quest’anno è stato I giovani, sentinelle della legalità.

Dapprima abbiamo discusso a lungo, in classe, con le insegnanti sulle regole, abbiamo scritto delle poesie  ed abbiamo elaborato con Marco Bricco, conduttore del laboratorio teatrale, un copione,  infine abbiamo lavorato per “costruire” il nostro spettacolo che abbiamo presentato il 25 maggio presso il Teatro Ragazzi e Giovani di Torino e ripresentato nella nostra scuola alle classi della SMS Dante Alighieri succ. di Via Passoni ed infine ai nostri genitori.

Ecco le poesie sulle REGOLE che abbiamo scritto

Le regole sono la vita

che è sparsa in tutto il mondo

con dolci parole.

Esiste un Librone

chiamato Costituzione

che ogni mattina si apre

e fa uscire le regole che,

curiose, scappano qua e là.

 

Per chi va nella strada,

servono le regole stradali

che, a gran velocità,

inseguono ogni persona

che in auto sta.

 

Per chi va a scuola

le regole bambine

che seguono le lezioni

e imparano cose che ancora non sanno,

come le persone sono curiose e birichine.

La sera, quando il sole lascia il posto alla luna,

come bambine e bambini

vanno a letto.

 

Elena, Marta, Alessandro

 

Che cosa sarebbe un mondo senza regole?

Sarebbe un mondo pieno di caos

Nessuno rispetterebbe più i semafori,

le persone fumerebbero in tutti i luoghi,

gli uomini cambierebbero le cose

a loro piacere e vantaggio

così come una nuvola

cambia la sua posizione nel cielo.

Un mondo senza regole

è come una scuola senza maestra,

è come un’orchestra senza direttore,

è come una partita senza arbitro.

Un mondo senza regole è come un libro senza pagine.

 

Alice, Fabiana, Niccolò

 

Essa è delicata: è sempre in pericolo

Non tutti la rispettano

Eppure dà felicità

A ogni essere vivente

Che sia uomo, animale o pianta.

 

Ogni luogo ha la sua

che lo rende armonioso.

 

Le regole sono molto utili

Per far sì che una famiglia

Sia contenta e senza problemi

 

Elena, Domiziana

 

 

Le regole sono pace,

sono rispetto gli uni per gli altri

e per l’ambiente che ci circonda.

 

Le regole servono per essere rispettate,

altrimenti il mondo

sarebbe insensato.

Le persone non avrebbero più vita

Senza regole

 

Come un fiore appassito

Alcune persone,

come delle macchine da guerra

non pensano

a come sarebbe il mondo

senza regole,

brutto e inquinato

quindi continuano a non rispettarle.

Tutti le devono rispettare

Come il ciclo della vita!

 

Giuseppe Elena Domiziana Martina

 

 

La regola è un’amica

Ti aiuta nei momenti brutti e belli.

E’ bello avere regole nel mondo.

La Legge è da apprezzare!

Le regole si rispettano a scuola,

a casa, nei luoghi pubblici.

La regola serve molto.

 

 

La regola è una cosa da rispettare

Non bisogna farla male

O subirai una punizione

 

La Legge ci aiuta a giocare,

è una cosa complicata

ma non bisogna farla sbagliata

 

con essa ti puoi divertire

ma ci sono persone

cattive che non la vogliono eseguire

 

la regola è una cosa essenziale

come una parte vitale:

senza non potremmo vivere.

 

<Sergio Stefano Davide

 

Le regole sono come il calore del corpo

Che si trasmette da una persona all’altra

Grazie alle regole possiamo vivere bene

 

La regola non rispettata

Può creare gravi danni alla gente

Ed è un modo per vivere male

Ed essere infelici

 

Senza la regola è come avere il diavolo,

Dietro  le spalle,

che ti fa fare cose brutte

 

per questo la regola,

ci aiuta ad avere buoni rapporti

con altra gente

 

Giuseppe Carlotta Anna Darius

 

la regola è un sole pieno di raggi di serenità – Niccolò

la regola è come un seme che fa crescere un prato di fiori profumati e colorati Alice

La regola è come un libro che aspetta di essere letto – Leonardo

La regola è come un castello – Marta

La regola è come un fiore che sboccia ed ogni giorno è più bello. Come il ciclo dell’acqua che continua per la vita intera. Carlotta

La regola è come una fortezza che ci protegge, fonte di sicurezza per tutti. La regola è pace, è l’arrivo di un buon vento che soffia serenità. Anna

La regola è un’armatura che ci protegge perché non ci facciamo del male. La regola è il vento che ci rende liberi. Samnang

La regola è come il sole che si tuffa nel mare e lo inonda . Darius

La regola è come uno scudo che protegge tutto e tutti; è un guerriero infallibile che non sbagli mai tiro. Martina Pell.

La regola è come una rosa quando le crescono le spine Giuseppe

La regola è come il vento che si intriga da tutte le parti. Davide

La regola è come una foglia al vento che si muove sempre in ogni momento –Alessandro

La regola è come l’acqua di sorgente,

è un anziano saggio,

è una goccia di vapore che si espande nel cielo – Giulia

 

regola da fare

regola da rispettare

regola come gioia

che se non c’è

è noia. Fabiana

 

la regola è come un bambino

che cresce :

cambia ad ogni età – Stefano

 

 

 

la regola è come una foglia d’autunno,

un bambino nella culla,

un fiore che sboccia,

deve essere rispettata,

come la natura.

Elena B

 

La regola,

scudo della vita,

insegue persone come un bambino insegue l’aquilone

e quando trova un cuore liscio e rosso

apre il cassetto e vi entra dentro

le persone la gustan poco a poco

come fosse liquirizia

che a mano a mano che finisce

fa crescere il cuore. Elena G.

 

La regola è come una mamma – Sergio

 

Ed ora ecco il copione dello spettacolo, che abbiamo intitolato “Bambini d’Italia

BAMBINI D’ITALIA

Sc. Primaria Kennedy – plesso J. Dewey, classe 4B

Tutti i bambini sono vestiti di nero e hanno la cartella con dentro una stoffa bianca arrotolata.

In scena entra Sergio da solo, da sx. Ha la cartella sulle spalle, i cimbali in tasca e un rullante in mano.

Lo sistema con attenzione in centro al palco, poi parla.

SERGIO: Bambini d’Italia… c’è molto da fare!

Terminata la frase, Sergio inizia a suonare a ritmo di marcia.

In sala, dai vari corridoi, entrano 4 gruppi di bambini vestiti di nero e con la cartella sulle spalle: 2 dalla cima della sala e 2 dagli ingressi del pubblico.

I gruppi marciano a ritmo e si incrociano in vari modi nei corridoi, sempre scandendo il loro marciare con la frase precedente.

TUTTI: Bambi | ni | d’Ita | lia | c’è mol | to | da fa | re! (ripetuto più volte, finché non si fermano nel corridoio centrale).

Poi, dopo aver girato un po’ in sala, i bambini si fermano nel corridoio centrale e si sistemano uno fianco all’altro, fronte al palco, come un gruppo di soldati.

 

Quando tutti sono schierati, il bambino sul palco li raggiunge e, camminando come se passasse in rassegna le truppe, parla con loro.

SERGIO: (forte e deciso) Bambini d’Italia… c’è molto da fare… rialzi la mano… chi è pronto a sognare!

TUTTI: (alzando il braccio) Noi!!!

SERGIO: Dov’è la speranza nel nostro domani?

TUTTI: (forte e scandito) Con sguardi lontani volare si può!

A questo punto, i bambini iniziano a muoversi verso il palco.

Cantano la seconda strofa, facendone solo la melodia e il ritmo, senza dire alcuna parola. Giocano un po’ con suoni e ritmi vari.

Niccolò fa il ritmo della seconda strofa.

Marta ripete terminando con un acuto.

Anna ripete terminando con un acuto.

Domiziana ripete terminando con un acuto.

Giulia ripete terminando con un suono grave.

I quattro gruppi, partendo da dx verso sx, ripetono il ritmo fatto da Niccolò aggiungendosi l’uno all’altro.

Poi iniziano a marciare a ritmo e si vanno a schierare sul palco uno fianco all’altro, rivolti verso il pubblico, con il tamburo al centro.

Dopodiché iniziano a parlare.

SERGIO: (per dare il comando) Uno… due… tre… quattro…

TUTTI: (forte e ben scandito) Le regole | sono la vita | sparsa in tutto il mondo.

GIULIA: La regola è un’amica, è una cosa da rispettare.

LEONARDO: Non bisogna farla male o subirai una punizione.

ELENA G.: La regola è delicata, è sempre in pericolo.

STEFANO: Non tutti la rispettano eppure dà felicità.

ELENA B.: Ogni luogo ha la sua che lo rende armonioso,

ANDREA: come una cosa essenziale, come una parte vitale.

 

SERGIO: (forte e ben scandito) Le regole…

TUTTI: (forte e ben scandito) …sono la vita | sparsa in tutto il mondo.

 

MARTINA 1: Esiste un Librone chiamato Costituzione

DAVIDE: si apre ogni mattina e fa uscire le sue regole

DARIUS: che sono curiose e scappano qua e là.

MARTA: Per chi va nella strada, ci son regole stradali

ALESSANDRO: che a gran velocità stan dietro a ogni persona che in auto se ne sta.

ANNA: Per chi va nella scuola ci son regole bambine

GIUSEPPE: che seguon le lezioni e imparan tante cose che ancor non sanno già.

 

SERGIO: (forte e ben scandito) Le regole…

TUTTI: (forte e ben scandito) …sono la vita | sparsa in tutto il mondo.

 

DOMIZIANA: Un mondo senza regole è come una scuola senza maestra,

SAMY: come un’orchestra senza direttore, come una partita senza arbitro.

CARLOTTA: Un mondo senza regole è come un libro senza pagine,

FEDERICA: è come una nuvola nel cielo che non si ferma mai.

MARTINA 2: Un mondo senza regole è come un fiore appassito

NICCOLÒ: è come un bel gioco che non si può giocare.

 

SERGIO: (forte e ben scandito) Le regole…

TUTTI: (forte e ben scandito) …sono la vita | sparsa in tutto il mondo.

 

ALICE: Sono come il calore del corpo che passa da una persona all’altra.

SERGIO: Tutti le devono rispettare come il ciclo della vita:

FABIANA: è una cosa complicata, e non bisogna farla sbagliata.

 

SERGIO: (forte e ben scandito) Le regole…

TUTTI: (forte e ben scandito) …sono la vita | sparsa in tutto il mondo.

SERGIO: (per dare il comando) Cartelle!!!

 

Tutti si tolgono la cartella e la poggiano a terra.

Immediatamente comincia la serie di frasi legate a ciò che non bisognerebbe fare.

Il clima cambia e diventa più divertito e pieno di energia.

Ogni frase è accompagnata da un’azione fatta con la cartella.

Al termine della frase/azione, ogni bambino butta la cartella in centro, creando piano piano un mucchio il più alto possibile. Poi si va a sistemare seduto in semicerchio, fronte al pubblico e con il mucchio in centro (il semicerchio va creato partendo dai due estremi, prima a sx e poi a dx, e procedendo alternativamente verso il centro).

 

ALESSANDRO: (usa la cartella come una playstation) Basta giocare con la play: ti fa male agli occhi!

ANDREA: (trascinando la cartella) Smettila di fare i capricci: devi ascoltare i tuoi genitori!

DARIUS: (parlando con la cartella) Devi imparare ad ascoltare gli altri e non solo te stesso!

SAMY: (muove la cartella come se fosse un pupazzo) Smettila di parlare sempre!

MARTINA 1: (finge di suonare la chitarra con la cartella e la tratta molto male, tipo cantante rock) Devi rispettare gli strumenti musicali!

GIUSEPPE: (usa la cartella come se fosse una doccia) Devi fare la doccia, ma non ti accorgi quanto puzzi?!

NICCOLÒ: (correndo con la cartella) Non correre nei corridoi!

ANNA: (sposta la cartella un po’ qui e un po’ là nervosamente) Metti subito a posto la tu stanza!

LEONARDO: (usa la cartella come se fosse una pattumiera) Non si buttano i rifiuti a terra!

STEFANO: (prendendo a calci la cartella e saltandoci sopra) Devi avere cura delle tue cose, delle cose degli altri e delle cose di tutti!

DAVIDE: (lancia la cartella in alto, la fa girare, la stropiccia) Devi imparare a non litigare più con le tue sorelle!

MARTINA 2: (rubacchiando dalla cartella) Non devo più prendere le cose ai miei compagni!

CARLOTTA: (parlando alla cartella come se fosse un’amica) Non fare la sciocchina in classe!

DOMIZIANA: (usa la cartella come se fosse un quaderno su cui scrivere) Devi imparare a finire tutti i compiti!

ALICE: (usa la cartella come se fosse un piatto e piano piano ci entra dentro con la testa) Devi mangiare tutto il cibo della mensa!

ELENA B.: (picchiandosi con la cartella) Non si picchiano i bambini!

MARTA & SARA: (trascinando e tirando la cartella) Devi ascoltare la maestra!

GIULIA: (fischiando alla cartella) Devi giocare rispettando le regole!

FEDERICA: (prendendo in giro la cartella) Non si prendono in giro i compagni!

FABIANA: (parlando con la cartella) Devi imparare ad essere più educato!

ELENA G.: (usa la cartella come se fosse un grosso bicchiere di pop-corn) Devi smetterla di mangiare solo schifezze!

SERGIO: (correndo dietro alla cartella) Devi imparare ad essere più paziente! (una volta detta la frase, va al centro del semicerchio, dietro al mucchio di cartelle e resta in piedi; poi tira fuori dalla tasca i cimbali e suona 1 volta).

 

Al termine del suono del cimbalo, i bambini seduti (tutti tranne Sergio) riprendono a parlare.

 

TUTTI: (molto scandito e ritmato, restando seduti) Regola da fare | regola da rispettare | regola come gioia | che se non c’è, è noia (ripetuto 3 volte).

MARTA & SARA, FEDERICA, ELENA G.: (insieme, dopo essersi alzate in piedi; lento, forte e scandito) Fortezza che ci protegge | armatura che ci protegge: | la regola | è scudo della vita.

ELENA B., GIULIA, FABIANA: (insieme, dopo essersi alzate in piedi; lento, forte e scandito) Insegue le persone | apre il cassetto ed entra dentro: | la gustano poco a poco e man mano che finisce… | fa crescere il cuore.

ALESSANDRO, GIUSEPPE, ANNA: (insieme, dopo essersi alzate in piedi; lento, forte e scandito) È il sole | che si tuffa nel mare… | e lo inonda.

SAMY, STEFANO, CARLOTTA: (insieme, dopo essersi alzate in piedi; lento, forte e scandito) È goccia di vapore | che si espande nel cielo.

DARIUS, LEONARDO, MARTINA 2: (insieme, dopo essersi alzate in piedi; lento, forte e scandito) È un libro | che aspetta di essere letto.

NICCOLÒ, DAVIDE, DOMIZIANA: (insieme, dopo essersi alzate in piedi; lento, forte e scandito) È una rosa | quando le crescono | le spine.

ANDREA, MARTINA 1, ALICE: (insieme, dopo essersi alzate in piedi; lento, forte e scandito) È l’arrivo di un buon vento | che si intriga da tutte le parti: | soffia serenità | e ci rende | liberi.

 

Terminata la frase precedente, Sergio suona di nuovo il cimbalo 1 volta.

Al termine del suono del cimbalo, i bambini in piedi e in semicerchio (tutti tranne Sergio) riprendono a parlare.

 

TUTTI: (molto scandito e ritmato, restando in piedi) Regola da fare | regola da rispettare | regola come gioia | che se non c’è, è noia (ripetuto 3 volte).

SERGIO:(lento, forte e scandito) La regola | è un bambino che cresce: | cambia | ad ogni età!

 

Terminata la frase precedente, Sergio suona di nuovo il cimbalo 1 volta. Poi, con calma, torna dietro il rullante e inizia a suonare a ritmo di marcia; mentre suona comincia a parlare.

 

SERGIO: (mentre suona; parla in modo forte e deciso) Bambini d’Italia… c’è molto da fare…

TUTTI: (molto scandito e ritmato, restando fermi in piedi) C’è troppo rancore | c’è troppo dolore | che gioco giochiamo | io qui non lo so!

 

Terminata la frase precedente, Sergio suona ancoro un po’ il rullante, mentre tutti gli altri si schierano uno fianco all’altro, fronte al pubblico, dritti e con le mani conserte (i bambini sono idealmente divisi in 4 gruppi: 1 – 2 – 3 – 4 partendo da sx verso dx).

Sergio è in centro.

Poi, con un colpo secco e deciso, Sergio smette di suonare e i gruppi parlano.

 

GRUPPO 1: (lento, forte e scandito) Saremo sentinelle…

GRUPPO 4: (lento, forte e scandito) …come alberi a guardia della foresta…

GRUPPO 3: (lento, forte e scandito) …saremo sentinelle…

GRUPPO 2: (lento, forte e scandito) …come labirinti che impediscono al male di uscire.

 

Appena terminata la frase, inizia la musica.

 

Musica. J.S. Bach, Corale a 4 voci.

 

Sulla musica, i bambini vanno a prendere una cartella dal mucchio seguendo lo stesso ordine con il quale era stato creato il mucchio.

Poi, tenendo la cartella davanti a loro, creano una fila in proscenio, uno fianco all’altro, fronte al pubblico. La fila viene creata con lo stesso ordine seguito per creare il semicerchio, sistemandosi alternativamente prima a sx e poi a dx, infine Sergio si sistema al centro.

Quando la fila è completa, tutti insieme appoggiano la cartella a terra, davanti a loro e, con calma, tirano fuori il rotolo di stoffa bianca e mettono la cartella dietro di loro.

Poi, tutti insieme, la srotolano sempre con calma, come se fosse una grande cascata. Quando tutte le stoffe sono srotolate, i bambini riprendono a parlare (la stoffa viene tenuta con le braccia tese in avanti, all’altezza delle spalle).

 

Musica. J.S. Bach, Corale a 4 voci, sfuma lentamente.

 

ALESSANDRO, DARIUS: (forte e deciso) Molte volte sono state stese lenzuola bianche…

ANDREA, SAMMY: (forte e deciso) Dai balconi, dalle finestre, per strada, sulle opere d’arte…

MARTINA 1, NICCOLÒ: (forte e deciso) Molte volte sono state stese lenzuola bianche…

GIUSEPPE, ANNA: (forte e deciso) Contro la mafia…

LEONARDO, DAVIDE: (forte e deciso) Contro l’inquinamento…

STEFANO, MARTINA 2: (forte e deciso) Contro il taglio dei fondi alla sanità…

CARLOTTA, ALICE: (forte e deciso) Contro i tagli ai fondi per la scuola…

DOMIZIANA, ELENA B.: (forte e deciso) Contro i tagli ai fondi per la cultura…

MARTA & SARA, FEDERICA: (forte e deciso) Noi lo stiamo facendo in nome della legalità…

GIULIA, FABIANA: (forte e deciso) Come alberi a guardia della foresta…

ELENA G., SERGIO: (forte e deciso) Come labirinti che impediscono al male di uscire…

 

Quando i bambini hanno terminato di parlare, comincia la musica e tutti cantano “Bambini d’Italia”.

 

Musica. Bambini d’Italia (base o suonata dal vivo chitarra e armonica).

 

Terminato il canto, i bambini si caricano la cartella sulle spalle e riprendono a marciare in fila indiana come quando erano entrati, agitando festosamente il proprio lenzuolo (tutti tranne Sergio che si mette la cartella e poi resta fermo a guardare i compagni, con il lenzuolo appoggiato sulla spalla); mentre marciano ripetono la frase con la voce e agitano le stoffe bianche.

Poi scendono dal palco ed escono dalla platea (Sergio li guarda uscire).

 

TUTTI: Bambi | ni | d’Ita | lia | c’è mol | to | da fa | re! (ripetuto più volte a ritmo e  agitando le stoffe bianche, finché non si esce dalla sala).

 

Quando tutti sono usciti, Sergio va a prendere il rullante, viene in proscenio e si rivolge al pubblico in tono amichevole.

 

SERGIO: (con tono amichevole e rilassato) Ehi… bambini e ragazzi d’Italia… guardate che qui c’è molto da fare… davvero!!!

 

Dopo aver parlato, Sergio esce di scena da sx saltellando contendo.

 

Fine

Marco Bricco  ha anche scritto il testo dell’ “INNO DEI BAMBINI” (l’Inno d’Italia dei bambini)

E’ stata una bellissima esperienza e lo spettacolo ha molto commosso anche i nostri genitori!

 

 

 

 




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