Direzione Didattica J.F.Kennedy di Torino


Cittadinanza e Costituzione – IV A Kennedy – A.S. 2010 2011

RAPPRESENTAZIONE DI FINE ANNO

(coronamento del lavoro condotto durante l’anno 2010 2011)

Alessandro L.S.

Durante l’anno scolastico, la classe IV A della scuola Kennedy, si è trasformata in un coro ed è lieta di farvi ascoltare alcuni fra i brani più noti del Risorgimento italiano

Luca

Il 17 marzo 1861, l’Italia divenne uno stato unitario e Torino divenne la prima capitale dell’Italia unita. Sono trascorsi 150 anni da quella data che ha segnato una svolta nella storia della penisola e dei suoi abitanti.

Eseguiremo durante tutta la rappresentazione un brano dell’opera che più toccò gli animi degli Italiani e alcuni canti nati durante il Risorgimento, che esaltano gli ideali di libertà e di indipendenza del popolo italiano e che non devono essere dimenticati.

Buon ascolto

Lorenzo

Articolo 12 della Costituzione

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

Edoardo

L’ex Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, celebrando dieci anni fa il centoquarantesimo anniversario dell’Unità nazionale ci offrì le seguenti parole: “Adoperiamoci perché in ogni famiglia, in ogni casa, ci sia un tricolore a testimoniare i sentimenti scaturiti fin dai giorni del glorioso Risorgimento. Il tricolore non è una semplice insegna di Stato, è un vessillo di libertà, conquistata da un popolo che si riconosce, unito e trova la sua identità nei principi di fratellanza, di uguaglianza, di giustizia, nei valori della propria Storia e della propria Civiltà.

Cristian M.

Il verde è il colore delle nostre pianure, il bianco il colore delle nostre cime, il rosso il sangue dei nostri caduti. I primi ad ideare la nostra bandiera italiana, furono due studenti della città di Bologna, Luigi Zamboni e Gian Battista De Rolandis. Mazzini la scelse come bandiera della sua “Giovine Italia” e la adottarono anche le truppe garibaldine.

Durante i moti del ’48/’49, sventolava in tutti gli Stati italiani, nei quali sorsero dei governi costituzionali. In Piemonte fu aggiunto lo stemma sabaudo al centro. Questa variante divenne la bandiera d’Italia, fino al referendum del 2 giugno 1946, quando l’Italia divenne una Repubblica e lo stemma dei Savoia fu tolto.

CANTO “LA BANDIERA TRICOLORE”

Chen

Se il “Va’ pensiero” non fosse stata legata alla scena di un’opera e ad una situazione di prigionia e se il testo fosse stato di stampo patriottico, questo coro sarebbe diventato l’inno nazionale italiano.

Verdi, solitamente, uomo di poche parole, racconta con uno stile quasi letterario, l’episodio più straordinario della sua vita: il momento in cui l’impresario del Teatro La Scala di Milano, Bartolomeo Morelli, gli chiese di musicare il libretto del Nabucco e le parole del librettista Temistocle Solera si trasformarono in musica.

Emilio (interpreta Giuseppe Verdi)

Strada facendo mi sentivo in dosso una specie di malessere indefinibile, un ‘ambascia che mi gonfiava il cuore. Rincasai e con un gesto quasi violento gettai il manoscritto sul tavolo, fermandomi ritto in piedi. Davanti a me, il fascicolo cadendo sul tavolo stesso, si era aperto e senza saper come i miei occhi videro la pagina che stava a me innanzi e mi si affacciò questo verso: “Va’ pensiero sull’ali dorate…”. Scorro i versi seguenti e ne ricevo una grande impressione, tanto più che era quasi una parafrasi della Bibbia nella cui lettura mi dilettavo sempre. Leggo un brano, ne leggo due, poi mi fermo, nel proposito di scrivere. Faccio forza a me stesso, chiudo il fascicolo e me ne vado a letto. Il Nabucco mi trotterellava nel capo, il sonno non veniva. Mi alzo e leggo il libretto, non una volta, ma due, tre, tanto si può dire che al mattino sapevo a memoria tutto quanto il libretto di Solera.

Alessandro L.S.

Il Nabucco, dramma lirico in quattro atti, ambientato a Gerusalemme e in Babilonia, intorno al 587 avanti Cristo, è rappresentato per la prima volta il 9 marzo 1842 al teatro La Scala di Milano. Ascoltiamo adesso il “Va’ pensiero”, uno dei cori più noti della musica lirica e tratto dalla terza parte dell’opera. Esso canta una metafora della condizione degli Italiani soggetti al dominio austriaco. Esso è stato uno dei simboli più importanti del Risorgimento italiano.

CANTO “VA’ PENSIERO

Luca

Il Canto degli Italiani, venne adottato come inno nazionale nell’ottobre del 1946. Fu scritto nell’autunno del 1847, dall’allora ventenne studente e patriota Goffredo Mameli, musicato poco dopo a Torino, da un altro patriota genovese, Michele Novaro. Il canto degli Italiani nacque in quel clima di fervore patriottico che già preludeva alla Guerra contro l’Austria. L’immediatezza dei versi e l’impeto della melodia, ne fecero il più amato canto dell’Unificazione, non solo durante la stagione risorgimentale, ma anche nei decenni successivi.

Lorenzo

Mameli, giovane affascinante, dallo sguardo intenso e dai tratti gentili, discendeva da una stirpe di soldati marinai. Diventò poeta a 15 anni e guerriero a 21. Era un uomo onesto e coraggioso e rappresentava gli ideali del Romanticismo e del patriottismo. Morì in battaglia, in difesa della Repubblica Romana, a soli 22 anni, E’ sepolto in uno dei luoghi più suggestivi della Capitale, il Granicolo.

CANTO “IL CANTO DEGLI ITALIANI”

Edoardo

Una festa come tante se ne svolgevano nell’ottocento, quando dietro una facciata elegante, si nascondeva anche qualcosa d’altro. In quel tempo, i patrioti costretti al silenzio e a muoversi in segreto per non insospettire il duro regime pontificio, in occasione degli eventi mondani, potevano incontrarsi, parlare di Unità e Democrazia e scambiarsi informazioni sulle battaglie, sulle gesta del generale Garibaldi, sulle annessioni in corso nel nord e centro Italia. Così sui ritmi di valzer, quadriglie, marcie e mazurche, dame e cavalieri si passavano informazioni e notizie dei fatti più salienti di quei mesi, che segnarono per sempre la storia d’Italia.

DANZA VALZER DI STRAUSS (14 danzatori – 7 coppie)

13. Cristian M.

Questa canzone fu scritta da alcuni volontari del battaglione toscano studentesco (Università di Pisa e Siena) che partirono per respingere l’invasione austriaca lasciando i libri e imbracciando i fucili, a Curtatone e Montanara il 28 e 29 maggio. Per quanto poco romantico possa sembrare è il primo esempio di coscienza popolare italiana, dove partono per il fronte, professori e studenti.
Di questi (erano poco più di trecento), purtroppo ne tornarono solo una manciata.

CANTO “L’ADDIO DEL VOLONTARIO”

14. Chen

Garibaldi, alla vigilia della partenza per Quartu, ovvero il 5 maggio 1860, alloggiava presso Villa Spinola. Lo andò a trovare Giuseppe Bandi che poi partecipò alla Spedizione dei Mille. Questi, nell’avvicinarsi alla villa, sentiva cantare festosamente da Garibaldi e da suo figlio Menotti “Fratelli d’Italia” ed un altro canto appositamente scritto da Luigi Mercantini (1821-1872), marchigiano.

15. Emilio

Più conosciuto come autore della “Spigolatrice di Sapri”, Mercantini stese il testo dell’Inno di Garibaldi, poi musicato Alessio Olivieri, capobanda della brigata Savoia. Il testo è un po’ retorico, ma Garibaldi pensò potesse adatto per i soldati che l’indomani si sarebbero dovuti imbarcare per la grande impresa di liberazione italiana e l’avrebbero potuta cantare per sciogliere la tensione. Ufficialmente fu eseguito per la prima volta il 31 dicembre 1858 alla presenza di Garibaldi e Nino Bixio.

CANTO “INNO DI GARIBALDI”

16. Alessandro L.S:

Questo inno (conosciuto anche come Inno degli studenti Pisani) è cantato, su parole diverse da quelle originarie, che inneggiavano a  Papa Pio Nono (Evviva l’Italia- Evviva Pio Nono); c’era inoltre una strofa inneggiante addirittura a Leopoldo II di Lorena, granduca di Toscana: “O prence Leopoldo – invitaci? all’armi – tra bellici carmi – sapremo pugnar”. In questa forma fu cantato nel 1847 e nei primi mesi del ’48, finché le vicende belliche non lo superarono.

CANTO “O GIOVANI ARDENTI”




Lascia un commento

(obbligatorio)

(obbligatorio)



Formatting your comment
Back to Top | Textarea: Larger | Smaller

Codice di sicurezza: