Direzione Didattica J.F.Kennedy di Torino


Cittadinanza e Costituzione II B – Dewey – A.S. 2010 2011

Spazi Pubblici

La scuola                                                                             La chiesa

I giardini

La piazza

Il confronto suscitato in classe ha indicato numerosi ambienti che rispondevano alla definizione di luogo pubblico. Ne abbiamo illustrato alcuni con nostri disegni e immagini trovate su libri, riviste cartoline, internet.

Abbiamo concluso che lo spazio pubblico è un bene comune.

Il “bene” è qualcosa che vale di per sé, per la sua identità, per l’uso che ne possono fare le persone. Un bene può essere un oggetto (una spiaggia o una terra, una casa o una statua, un pezzo di pane o l’acqua limpida che sgorga dalla sorgente), o un sentimento (l’amicizia, l’amore, il rispetto). Qualcosa che è “comune” appartiene a più persone: a una comunità o a un’intera società. Nessuno può appropriarsene individualmente; tutti devono poterne godere, rispettando le regole che consentono a tutti di farlo.

Spazi Privati

La mia casa                                                             La casa di nonna

LE CASE

La casa di zia                                                                      La casa del mio amico Davide

Dopo la discussione comune che ci ha portati alla definizione, ognuno di noi ha illustrato alcuni ambienti, considerati privati, con disegni .

Cosa sono le regole?

In base alle nostre esperienze abbiamo definito le regole come obblighi,  castighi,  diritti … utili per vivere bene insieme.

Dal dizionario abbiamo tratto la seguente spiegazione: la regola è una norma di comportamento dettata perlopiù dalla consuetudine, dall’esperienza.

Siamo quindi giunti alla seguente conclusione:

Le regole sono obblighi o divieti che ci dicono come comportarci. Ci vietano alcune cose e ce ne permettono altre.

Le regole sono ovunque!

Le regole degli spazi pubblici

Spazi diversi hanno regole comuni di comportamento:

non fare rumori molesti,

riordinare i materiali,

evitare giochi pericolosi,

rispettare l’ambiente,

ascoltare chi parla,

aspettare il proprio turno.

Ci sono regole che differiscono in base allo spazio pubblico in cui sono applicate.

La piazza, spazio pubblico: le sue regole

Non buttare rifiuti per terra

Non correre e non giocare sulla strada e tra la gente

Non rovinare gli arredi urbani

Non sfrecciare con la bici in mezzo ai pedoni.

Attraversare sulle strisce pedonali.

Guarda prima a sinistra e poi a destra prima di attraversare.

Camminare sul marciapiede quando c’è.

Passare quando il semaforo è verde.

La biblioteca, spazio pubblico: le sue regole

Parlare sottovoce

Trattare con cura i libri

Non disturbare con rumori molesti

Non arrampicarsi sugli scaffali


Il parco, spazio pubblico: le sue regole

Usare i giochi in modo appropriato

Correre e giocare a palla negli spazi appositi

Non buttare per terra gli incarti della merenda

Raccogliere i bisogni dei cani

La scuola, spazio pubblico: le sue regole

Abbiamo notato che, oltre a regole più generali, tipiche anche di altri ambienti (es. “Si deve ascoltare chi parla”) o di tutte le scuole, ogni classe rispetta un suo proprio regolamento. Noi abbiamo suddiviso il nostro i “si fa” e “non si fa”

SI FA

Si devono rispettare le consegne

Si devono eseguire i compiti

Si deve ascoltare chi parla

Si deve sempre portare l’occorrente

Si deve rispettare il regolamento della classe

Ci si deve rivolgere educatamente alle maestre e al personale della scuola

Si aiutano i compagni in difficoltà

Si collabora con i compagni

Si devono tenere in ordine i quaderni e il materiale scolastico

Si riconoscono i propri comportamenti scorretti.

NON SI FA

Non si interrompe quando qualcuno parla

Non si dicono le parolacce

Non si disturba durante la lezione

Non si prendono in giro i compagni

Non si deve disprezzare il cibo servito alla mensa scolastica

Non bisogna correre negli atrii e nell’aula

Non si devono rovinare i materiali e gli arredi scolastici

Le regole degli spazi privati

Le regole dello spazio privato sono decise dai proprietari.

A casa mia le regole sono stabilite dai miei genitori, a casa dei nonni le regole sono stabilite dai nonni, a casa dei miei amici sono stabilite dai loro genitori …

Queste sono le regole che abbiamo nelle nostre case:

v      Non urlare;

v      Non correre;

v      Ubbidire ai genitori (subito!);

v      Non lanciare o rompere gli oggetti

v      Non dire parolacce;

v      Tenere con cura ed in ordine le proprie cose;

v      Avere cura delle cose altrui;

v      Rispettare i propri spazi e quelli di casa

v      Comunicare con sincerità

v      Non alare le mani, che servono per milioni di altre magnifiche cose

v      Si mangia seduti a tavola tutti insieme

v      Non fare giochi pericolosi;

Molte regole sono di carattere protettivo, che tendono a salvaguardare la nostra incolumità; molte sono comuni alle regole stabilite a scuola, perché in entrambi gli spazi ci sono minori da educare.

Chi stabilisce le regole?

Ci sono casi in cui le regole vengono stabilite di volta in volta tra i membri di un gruppo e spesso sono frutto di contrattazione. Fanno parte di questa categoria le regole dei giochi spontanei che i bambini svolgono, le regole fissate in classe, a casa e molte delle regole dello stare insieme.

In altri casi le regole sono stabilite socialmente e si tramandano oralmente di generazione in generazione, all’interno di gruppi più grandi.

Vi sono infine regole organizzate in un codice che stabilisce per legge ciò che si deve o non si deve fare nelle diverse situazioni. Appartiene a questo modello ad esempio il codice stradale: per chi non lo rispetta sono previste sanzioni ( multe, arresto, ritiro della patente …). Le regole di questa tipologia sono regole scritte, così come tutte quelle che si trovano nella Costituzione, Codice Civile e Penale di uno Stato.

La piramide delle regole

La Costituzione

La Costituzione è la legge più importante dello Stato Italiano.

Questa legge è nata il primo Gennaio 1948, quando i nostri nonni erano dei bambini ed era appena finita una guerra lunga che aveva portato disordine, caos e ingiustizia; la nuova legge ha portato – e continua  ad assicurare – : ordine, giustizia, uguaglianza, pace e libertà a tutti gli Italiani.

  • La Costituzione è un insieme di leggi: è composta da 139 articoli e da questi articoli hanno origine tutte le altre leggi d’Italia. I 139 Articoli definiscono i principi e la struttura della forma di governo, la Repubblica, che gli Italiani hanno scelto alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
  • Con il Referendum del 2 Giugno 1946, infatti, i cittadini italiani maggiorenni, uomini e donne, avevano scelto la Repubblica ed avevano eletto l’Assemblea Costituente, che aveva il compito di elaborare la Costituzione Italiana (Costituzione = l’insieme delle leggi e delle disposizioni fondamentali che regolano uno Stato).
Questa legge importante è come il tronco di un grande albero da cui si dipartono i rami, che rappresentano tutte le altre leggi che vengono scritte e che, per vivere prendono il nutrimento dal tronco, cioè dalla  legge costituzionale .

Cos’è un diritto

L’articolo 2 della Costituzione Italiana dice:

“Ognuno di noi ha diritti e doveri”

Il dizionario della parola diritto da la seguente definizione: “Possibilità, di dire, fare o ottenere ciò che è permesso dalla legge”.

Durante la nostra discussione sono emersi i seguenti diritti, che abbiamo illustrato con immagini trovate su libri, riviste cartoline, internet.

DIRITTO ALLA VITA

DIRITTO AL GIOCO

DIRITTO AD  AVERE CIBO PER NUTRIRSI DIRITTO AL LAVORO

DIRITTO ALL’EDUCAZIONE                                                            DIRITTO AD ESSERE AMATO

DIRITTO AD ESSERE ASCOLTATO                                        DIRITTO ALLA SALUTE

Cos’è un dovere

Il dizionario spiega così la parola dovere :” L’obbligo morale stabilito dalla legge di fare o non fare qualcosa”.

Quali possono essere i doveri di un bambino?  degli adulti? e dell’umanità intera?

Noi ci siamo espressi ed abbiamo illustrato così:

Il dovere di frequentare la scuola dell’obbligo.

Il dovere per adulti e bambini di rispettare il nostro ambiente.

Il dovere per gli adulti di occuparsi dell’Infanzia.

Una bellissima storia la tua…

La tua mamma e il tuo papà ti hanno voluto.

Ti hanno aspettato per un lunghissimo tempo, durante il quale cercavano di immaginare il colore dei tuoi occhi e dei tuoi capelli.

Hanno preparato per te una culletta ed un soffice corredino.

La mamma sceglieva per te le cose più belle ed il tuo papà cercava di immaginare come sarebbe stato uscire con te per andare alla partita per esempio, le cose che ti avrebbe raccontato, quali giocattoli, quali libri, quale scuola avrebbe scelto per te.

Quando mancavano pochi giorni alla tua nascita mamma e papà, insieme, cominciarono a scegliere per te un nome, ma doveva essere il più bello, certamente…

Fra tanti nomi hanno scelto il tuo, bellissimo, sembra stato scritto apposta per te.

Ecco che una mattina il papà porta la mamma in ospedale.

Tu al momento della nascita avevi sicuramente bisogno di cure, i dottori avrebbero dovuto visitarti, vedere se tutto era a posto.

Ecco il tuo primo vagito.

Il mondo era tuo.

Avevi già conquistato il tuo primo diritto.

Il diritto alla vita.

Poi il tuo papà si è recato presso il comune di Torino

Lì c’era un signore con un grosso registro sul tavolo.

Il papà si è avvicinato e gli ha detto. “Buongiorno signore, sono venuto a dirle che questa mattina è nato il mio bambino. Vuole cortesemente scriverlo sul registro?”

“Auguri! Come si chiama il suo bambino?”

“Si chiama Filippo”

Nome: Filippo

Cognome: Filippi

nato il 22/11/2003

a: Torino

nazionalità: italiana.”

Il tuo diritto al nome

e il tuo diritto alla nazionalità

erano stati rispettati. Ora tu sei e sarai per sempre

Filippo

(Giovanna Corsi)

TRA LE STORIE …

alla ricerca di diritti e doveri

Facendo riferimento a Pinocchio, letto in classe, i bambini hanno individuato alcuni passaggi in cui si fa riferimento a diritti e a doveri.

Diritto ad avere un nome

“Appena entrato in casa, Geppetto prese subito gli arnesi e si pose a intagliare e a fabbricare il suo burattino.

—     Che nome gli metterò? — disse fra sé e sé. — Lo voglio chiamar Pinocchio. Questo nome gli porterà fortuna. “

Diritto alla famiglia

Aveva una famiglia formata da Geppetto, dalla Fata Turchina, dal Grillo Parlante

Diritto all’uguaglianza

Era nutrito, vestito, amato

Diritto all’educazione

-          “ Dopo poco tornò: e quando tornò, aveva in mano l’Abbecedario per il figliuolo –“

Dovere di andare a scuola

“… domani, all’alba, voglio andarmene di qui, perché se rimango qui, avverrà a me quel che avviene a tutti gli altri ragazzi, vale a dire mi manderanno a scuola, e per amore o per forza mi toccherà a studiare; e io, a dirtela in confidenza, di studiare non ne ho punto voglia …”

Diritto di  mangiare

“il burattino sentiva morirsi dalla gran fame, Geppetto tirò fuori di tasca tre pere, e gliele porse”

Dovere di ascoltare i consigli degli adulti e rispettare le regole

Non ascoltava i consigli di papà Geppetto, nè del Grillo, né della Fata. Non rispettava i suoi doveri, e nemmeno seguiva delle regole.

Dovere di non fermarsi a parlare con gli estranei

“- Ma non aveva fatto ancora mezzo chilometro, che incontrò per la strada una Volpe zoppa da un piede e un Gatto cieco da tutt’e due gli occhi … -“

Diritto alla vita

“ – E cavati fuori due coltellacci lunghi lunghi e affilati come rasoi, zaff e zaff…, gli affibbiarono due colpi nel mezzo alle reni.- “

“- Detto fatto, gli legarono le mani dietro le spalle, e, passatogli un nodo scorsoio intorno alla gola, lo attaccarono penzoloni al ramo di una grossa pianta detta la Quercia grande. –“

Diritto a essere soccorsi

“—  Vedi tu quel burattino attaccato penzoloni a un ramo della Quercia grande?

— Lo vedo.

— Orbene: vola subito laggiú; rompi col tuo fortissimo becco il nodo che lo tiene sospeso in aria, e posalo delicatamente sdraiato sull’erba, a piè della Quercia. —

Il Falco volò via e dopo due minuti tornò, dicendo:

— Quel che mi avete comandato, è fatto. “

Dovere di assistere una persona cara che sta male

“ Allora sciolse una certa polverina bianca in un mezzo bicchier d’acqua, e porgendolo al burattino, gli disse amorosamente:

— Bevila, e in pochi giorni sarai guarito. — “

Diritto di avere un incarico di fiducia

“ — Montatemi a cavalluccio sulle spalle e abbracciatemi forte forte. Al resto ci penso io. —

Appena Geppetto si fu accomodato per bene sulle spalle del figliolo, il bravo Pinocchio, sicuro del fatto suo, si gettò nell’acqua e cominciò a nuotare. Il mare era tranquillo come un olio: la luna splendeva in tutto il suo chiarore e il Pesce-cane seguitava a dormire di un sonno cosí profondo, che non l’avrebbe svegliato nemmeno una cannonata.”


Incontriamo una legge della Costituzione quando …

-          ci sono le elezioni si sta applicando l’articolo 1

articolo 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

-          i nostri genitori vanno a lavorare stanno usufruendo dell’articolo 4

articolo 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

-          Incontro accessi facilitati che abbattono le barriere architettoniche

Articolo  3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

-          i volontari sostengono le persone in difficoltà, la tutela della natura e degli animali, il patrimonio artistico e culturale.

articolo 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.


- a un neonato vengono dati nome e nazionalità

Articolo 10

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

-          vedo la bandiera sventolare

Articolo 12

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

-          vado a scuola

Articolo 30

È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli.

-     Incontro una famiglia numerosa

Articolo  31

“La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.”




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